Cesare Basile, intervista ne “Il Barrio” del 21 aprile

Leo
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A quasi due anni dal precedente album, torna Cesare Basile con un nuovo lavoro. Speciale “Tu prenditi l’amore che vuoi e non chiederlo più” ne “Il Barrio” del 21 aprile.

cesare basile

Cesare Basile

Cesare Basile

Dopo essersi fatto cieco per arrivare al cuore delle parole, dopo aver cantato di donne in ginocchio vessate e martoriate dalla mano del padrone ed essersi ripreso la libertà a fianco di Nunzio, che ”ha un cuore di latta e lo batte a grancassa”, ecco che Cesare Basile torna a pescare in quel mare oscuro e crudele fatto di storie marginali, di uomini vinti ma vivi , di perdenti assassini senza appartenenza, dove arte e impegno si mischiano tra loro come acqua e cemento, scolpendo nella roccia la poetica drammaticamente nuda e cruda di un musicista che prosegue il proprio viaggio sostenuto da una lucidità visionaria che non ha uguali e che fa di Cesare Basile un classico imprescindibile per chi volesse oggi tracciare una mappa della storia della canzone d’autore Italiana.
Il tutto dotato di un’armatura sonora aspra e tagliente li dove sono schiaffi quelli che vogliono essere messi a segno,dolce e sognante quando vuole spezzare le ossa del cuore.

Tu prenditi l’amore che vuoi e non chiederlo più

Nota dell’autore:
“Scrivere delle note introduttive per le proprie canzoni è sempre compito grave. Non bisognerebbe mai farlo a disco finito, perchè a quel punto il discorso è chiuso, esaurito, riversato in ognuna delle canzoni e nell’unica canzone che il disco stesso rappresenta: non hai più niente da dire e, soprattutto, non vuoi dire più niente; le storie sono lì e da sole dovrebbero raccontarsi.
Si dovrebbe scriverle all’inizio le note, quando l’idea ti ha sfiorato il cuore e la mente, quando hai incrociato per la prima volta i personaggi, la splendida nebulosa che si fa canzone, disarticolata, l’intima cronaca di una scoperta,la timidezza del primo incontro, ma anche lì c’è bisogno di silenzio. Un nome non va sviscerato troppo a fondo per narrarne la storia. Organizzare un’idea, spiegarla, giustificarla al mondo, non è compito di chi racconta, è compito dei filosofi, o degli arroganti che hanno sempre chiara la parte del bene e del male.
Io so che questa lunga canzone è racconto di pupari, ladri, cantastorie, travestiti innamorati di Cristo e saltimbanchi della barricata.
Un’invettiva di cenci intrecciata ai nomi di chi un nome non ce l’ha, non ha appartenenza né ingaggio, prestazione o valore di scambio.
Tessuto di esistenze abusive e ferocemente viventi che, a differenza dell’uomo civilizzato, si mescolano a faccende d’impiccati rifiutando il commercio della corda.
Canzone d’amore, sottratta a debito e colpa, che non chiede permesso d’esser cantata.”

 

 Il Barrio
www.radiobarrio.it

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Storico. Scrittore. Pallonaro. Cazzaro. Sportivo. Politicamente. Corretto. Cercatore. Disoccupato. Cronico. Meridionale. Atipico. Pace.

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