The Rodeo: Intervista

Melania
The Rodeo: Intervista 1 : 5.00/5

The Rodeo

Intervista all’artista francese durante la tappa calabrese del suo tour.

A cura di Giuseppe Marino.
Foto di Silvia Cerri

(photogallery: http://lavitapellicola.tumblr.com/ | Set 1 )
Un’artista francese. Con origini orientali. Che canta in Inglese nel più profondo sud.
Riuscireste ad immaginare una combinazione più insolita?

Eppure è quello che è successo. E Radio Barrio non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione di essere presente e “registrare” un momento simile.
Abbiamo incontrato The Rodeo (al secolo Dorothée Mannequin) prima del suo live al Circolo Arci Picubo di Cutro (Kr).
La cantante francese negli ultimi due mesi ha attraversato lo stivale in lungo e in largo col suo tour. In un atmosfera molto rilassata abbiamo scambiato quattro chiacchiere sulla sua musica, i suoi progetti e qualcos’altro.

La prima cosa che vorrei chiederti è questa: quando mancano ormai 4 date alla fine del tuo tour italiano, quali sono le tue impressioni sul tour, sulla gente che hai incontrato, sui posti che hai visto?
Dorothée – Beh, cosa dire… Tutta la gente che ho incontrato si è dimostrata gentile, molto attenta alla mia musica. Un pubblico molto “open minded” nei confronti di quello che ho portato in giro. E poi accogliente, caloroso…

A proposito, spesso si dice che la gente qui al sud sia molto più “calorosa” del pubblico al nord. Sei d’accordo con questa visone?
Dorothée – No a dire il vero. Non ho notato differenze. Ho incontrato sempre e solo persone molto carine.

Sei in tour col tuo EP Cold Heart (Allô Floride/ Believe, 2012), che è anche il nome del  primo singolo estratto. A giudicare da quanto letto sulla tua pagina Facebook, questo è solo un “assaggio” di un album che dovrebbe uscire da qui a poco. Giusto?
Dorothée – Si. In realtà sto approfittando del tour per provare anche nuovi brani. Voglio capire qual è la reazione della gente ascoltando questa nuova musica. Tutto in previsione del prossimo album, che dovrebbe uscire ad ottobre. Questa è la prima volta che ho l’opportunità di suonare in Italia. Per l’album precedente (Music Maelström –  Emergence/Naïve, 2010 ndr) avevo fatto solo un po’ di promozione a Milano, ma ora ho l’occasione di suonare su tutto il territorio e capire molte più cose.

Tu sei Francese, e vivi in Parigi. Come mai hai scelto di cantare in Inglese?
Dorothée – Beh, prima di tutto per via della mia educazione musicale. La musica che amo è per la maggior parte di artisti statunitensi. Peraltro trovo che cantare in Francese sia molto più difficile. Anche se ho scritto qualcosa in Francese…

Infatti nel tuo EP c’è un brano in Francese, “La Notte”.
Dorothée – Si, è ispirato al film di Michelangelo Antonioni.

Ed è la prima volta che pubblichi qualcosa scritto in francese?
Dorothée – A volte uso il francese per le canzoni più “malinconiche”. In fondo è la lingua di grandi scrittori e poeti, però quando compongo brani più brillanti, più “pop”, preferisco l’Inglese.

“La Notte” è uno dei tre brani del tuo EP ispirati da pellicole cinematografiche. Gli altri due sono “Mistery Train” (ispirato all’omonimo film di Jim Jarmusch) e “Suzhou River” (ispirato al lungometraggio di Lou Ye). Come mai questa scelta?
Dorothée – Amo veramente questi film. E volevo scegliere titoli appartenenti a tre diversi paesi. “Suzhou River” e “La Notte” sono film che riguardano l’amore, mentre “Mistery Train” l’ho scelta per via del tema del viaggio e poi perchè sono una grandissima fan di Elvis.

Il tuo nome all’anagrafe è Dorothee, mentre da artista sei conosciuta come The Rodeo. E’ vero che che il tuo nome d’arte è l’anagramma del tuo vero nome?
Dorothée – Si, vero

E per quanto ne so è anche un omaggio all’album dei The Byrds. E’ vero?
Dorothée – Vero anche questo

Si può dire che questo sottolinei ancora una volta quanto sei legata alla cultura musicale americana. In questi ultimi anni c’è stata una specie di recupero di buona parte del cantautorato tradizionale americano. Una sorta di ritorno alle radici. Mi riferisco a tutta quella scena che potremmo definire New Folk Wave. Potremmo citare i Mumford And Son giusto per fare un esempio. Qual è il tuo parere a riguardo?
Dorothée – Amo molto questo “new Indie Folk”. Mi piacciono artisti come Bon Iver, Sufjan Stevens, Fleet Foxes. Non è del tutto nuovo, perchè è ovviamente ispirato alla produzione di grandi artisti del passato, però apprezzo molto il fatto che alcuni tra i nomi che abbiamo citato abbiano deciso di riproporre questo genere di musica facendo ricorso a nuove tecnologie, o collaborando con artisti apparentemente molto lontani da questo mondo… Vedi la collaborazione Bon Iver – Kanye West.

Se non erro hai in scaletta proprio una cover di Kanye West. La ascolteremo anche stasera?
Dorothée – Spesso suono una cover di Kanye West… E stasera di sicuro suonerò una cover. Aspettate e vedrete. [Più tardi non suonerà nulla del genere. Ma regalerà al pubblico una stupenda versione di “Do You Really Want to Hurt Me” dei Culture Club, ndR]

E in generale, Dorothée, quali nomi preferisci tra quelli presenti nel tuo iPod?
Dorothée – Mi piacciono molto i Timer Timbre, band canadese che è in uscita a breve con un nuovo disco. E oltre a quelli che ho già citato prima, direi Ellioth Smith e Cat Power. Senza dimenticare Bob Dylan e David Crosby.

E della scena francese?
Dorothée – C’è un gruppo che vorrei consigliare, Francois and the Atlas Mountains. E poi i nomi del French Touch: Phoenix, Air, Justice, M83. [Qualcuno che assiste all’intervista fa il nome di Zaz. Dorothée risponde un po’ divertita un po’ contrariata: “Zaz ha una grande voce, ma non sono una fan del suo modo di scrivere.”]

Il tuo album è stato prodotto da Stuart Sikes (già produttore di White Stripes e Cat Power, ndr). Per il nuovo album hai già un nuovo nome?
Dorothée – Il nuovo disco è stato registrato a Parigi, ma verrà mixato in Svezia. E a produrlo sarà lo stesso produttore di Lykke Li e Peter Bjorn and John, Björn Yttling (che di questi ultimi è anche bassista, ndR). L’ho scelto perchè con questo prossimo lavoro voglio sperimentare qualcosa di nuovo. Vorrei un sound più moderno. Per il primo album, registrato a Dallas, con Stuart abbiamo tirato fuori un suono molto “grezzo e ruvido”, che ricordava molto l’approccio dei The White Stripes e di Cat Power, per il secondo album ho intenzione di cambiare un po’.

E a giudicare da quanto ascoltato poco dopo durante il live, sembra che la nostra Dorothée ci riservi belle sorprese.
Allez The Rodeo!

Sommario
Titolo
The Rodeo: intervista on stage - Radio Barrio
Descrizione
The rodeo al Circolo Arci Picubo di Cutro. Intervista all’artista francese durante la tappa calabrese del suo tour.
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Melania
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