Cleto Festival: tutti i podcast della VII edizione

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cleto 17They did it again. L’hanno rifatto. Quelli de “La Piazza” anche quest’anno hanno messo in piedi tre giorni di Festival fuori dal normale. Concerti, dibattiti, mostre, performance, artisti di strada, dj set e ancora l’intrattenimento, l’accoglienza, la gastronomia.
Ci si dovrebbe porre una domanda a questo punto: della serie “cosa significa Cleto Festival?”. Cosa significa per chi partecipa come utente, come partner o come osservatore esterno? Per chi vive la Calabria nel suo insieme e trova in Cleto, nel “Cleto” quello slancio di partecipazione, di cittadinanza attiva e costruttiva che è motore di bellezza.
Si può provare a dire che il festival è sicuramente tre giorni all’anno di resistenza, l’espressione stessa del concetto, l’azione della difesa contro quelle forze che fanno di tutto nella società e nel mondo d’oggi per creare e accrescere le disuguaglianze sociali e l’individualismo. Si può dire che è sinonimo di indipendenza, con l’ennesima edizione concepita senza finanziamenti pubblici, autoprodotta, lontana da ogni logica istituzionale e dalla politica clientelare. Si può dire, anzi si deve, che, anche se nato con il già nobile e complicato obiettivo di far conoscere il borgo, in sette anni è riuscito a fare questo e tanto altro.
Sette anni di forze, energie e lotta. Sette anni di lavoro, non solo tre giorni all’anno, per la creazione di una forte e collaudata rete di cui l’associazione “La Piazza” è hub fondamentale, collettore di dinamiche positive e propositive. Sette anni di lotta all’indifferenza, per far capire che un’altra Calabria è possibile.
Il Cleto Festival è un sogno ad occhi aperti, una follia, perché è fatto da gente folle che ci crede, che ha passione per il bene comune. Gente che è conscia di poter contare, che partecipa, che ha il gusto di fare comunità, di stare assieme e assieme fare politica. Fanno la differenza, indifferenti all’indifferenza, costruttori di un evento di alto interesse culturale che sembra fatto appositamente per far riflettere gli utenti e i partecipanti. I giovani ma non solo, i calabresi ma non solo, possono e devono restare, devono tornare per ripopolare i luoghi e i borghi abbandonati.
Per rispondere alla domanda iniziale, si potrebbe dire che il “Cleto”, per i calabresi in particolare, è uno di quei luoghi del sud per cui si deve programmare un viaggio prima o poi, anche per guardarsi in fondo alla coscienza, rivivere e riappropiarsi della propria terra, ritrovare la sua essenza.
A proposito, il claim della VII edizione era “Nessuno ha mai detto che sarebbe stato facile”. Bé, di sicuro dopo sette anni così, si è leggittimati a pensare che a loro, i cletesi, venga facile, o quanto meno naturale, farlo bene e bello.

Di seguito proponiamo in podcast dirette, interviste e contributi vari realizzati da Radio Barrio durante la settimana edizione del Cleto Festival:



















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