Da Venezia a Palermo, la marcia delle donne e degli uomini scalzi

Melania
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marcia 2Da Venezia a Palermo. In cammino con i migranti, a piedi nudi. Scalzi, come i migliaia di uomini e donne arrivati nel nostro paese. Per un’Europa diversa, un’Europa incentrata sulla pace, l’accoglienza e la democrazia. In più di 60 città italiane centinaia di persone hanno marciato, grazie all’iniziativa che, lanciata a pochi metri dal red carpet di Venezia, ha cercato di porre l’accento sul tema dell’immigrazione. E chiedere cambiamenti delle politiche migratorie europee e globali, la creazione di corridoi umanitari sicuri per le vittime di guerre, e un’accoglienza che possa essere definita degna e rispettosa per tutti. marcia milanoQuesta sera a Milano erano in 10mila. Tante, tantissime le persone cha hanno aderito alla Marcia delle donne e degli uomini scalzi. Sono partiti dalla stazione di Porta Genova e sono arrivati in Darsena. Tra di loro centinaia di persone, uomini, donne, bambini, migranti. Tutti uniti al suono di “Refugees welcome” e dell’hashtag #ioscelgo. Per scegliere da chi parte stare, se con l’Europa che sbarra le frontiere o con i popoli che hanno fatto dell’accoglienza il proprio modus vivendi. E questa sera il corteo di donne e uomini scalzi è partito dopo il saluto di Souheir Katkhouda, donna siriana in Italia da 38 anni che ha parlato della propria esperienza. Con lei più di 200 associazioni che hanno deciso di aderire e sfilare per arrivare in Darsena, dove hanno lasciato sull’acqua piccole barchette di carta, alle quali hanno affidato messaggi di speranza e di solidarietà. Lo slogan è lo stesso: #ioscelgo.

marcia milano 5Il fil rouge è stato uno solo: lo smantellamento dei Centri di detenzione per i migranti, passando poi per un sistema di asilo unico in tutto il vecchio continente e che superi il regolamento Dublino. Gli stessi concetti chiesti e ribaditi a 1200 chilometri di distanza. A Crotone, sede di uno dei centri di accoglienza più grandi di Europa. Questo pomeriggio nella città pitagorica hanno sfilato in tanti. A piedi nudi, come ha confermato il presidente dell’Arci di Crotone, una delle associazioni promotrici dell’iniziativa, Filippo Sestito. “Oggi le persone e le associazioni hanno mostrato un vivo interesse per questa manifestazione. Abbiamo avuto numeri importanti che dimostrano la necessità di ripartire da una Crotone solidale che non ha nulla a che fare con la visione fascista e razzista che sta invece trapelando in questi giorni”.

Sì, perché a Crotone, come a Milano, le forze “antagoniste” alla sinistra hanno promosso contro manifestazioni, quella di Fratelli d’Italia nella città della Madonnina e di Forza nuova nella patria di Pitagora, ecco perché la partecipata manifestazione promossa a Crotone ha “posto le basi per una ripartenza solidale. Vogliamo fare ripartire da questa città lo spirito solidale contro coloro che spargono veleno. La misura è colma”, ha detto Sestito.

marcia 1A Crotone il corteo si è spostato in prefettura dove ha chiesto misure specifiche per il territorio: “Chiediamo la chiusura del Cie e il superamento del regolamento Dublino. Abbiamo consegnato il documento con i punti generali e abbiamo affermato il nostro rifiuto nei confronti dei Centri di detenzione per i migranti”, ha concluso il presidente dell’Arci.

Sulla costa ionica tante le presente e tante le associazioni, dai sindacati all’Agorà Kroton, passando per la Prociv e l’Arci e il circolo Arci Il Barrio. Stessa sorte a Milano, dove più di 200 associazioni hanno risposto all’appello lanciato dal Lido di Venezia,arci, Cgil, Emergency e Amnesty international.

Per chiedere con forza i primi tre necessari cambiamenti delle politiche migratorie europee e globali:

1. certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature; 2. accoglienza degna e rispettosa per tutti; 3. chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti; 4. Creare un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino.

Perché la storia appartenga alle donne e agli uomini scalzi e al nostro camminare insieme.

 

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