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La corda come rapporto tra Io e Universo

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Kings-of-Convenience3I Kings of Convenience lo scorso 22 luglio hanno incantanto la corte cosentina di Federico II di Svevia.

Dopo ottocento anni riprende vita il meraviglioso “Castello Svevo” di Cosenza. Situato su una montagnella rocciosa raggiungibile unicamente tramite tortuose e rocambolesche curve, la posizione strategica della fortezza, che consentiva una perfetta panoramica per fini militari, offre tutt’ora un belvedere niente male. Basta sforzare leggermente gli occhi e risulterà possibile vedere da un lato il verde dei pini silani e dall’altro l’azzurro del mare ionico. Il paesaggio fa da cornice a un castello meraviglioso, restaurato nel Rinascimento e riadattato negli ultimi anni con lo stesso fine per cui fu costruito: l’arte, la cultura, la bellezza di ciò che si può sentire e vedere. Un ponte trasparente permette di camminare sopra i resti archeologici e dei piccoli faretti mettono in risalto la biancaggine delle mura duecentesche.

kings of convenience2La grande eleganza dell’ambiente circostante sarà perfettamente concorde con quella offerta dai Kings of Convenience. Norvegesi di origine, festeggiano in questo tour del 2016 i loro 15 anni di musica. Solamente tre gli album della loro discografia, ma quanto il successo, quanti i fans sparsi un po’ per tutto il globo. Appena entrati nel chiostro in cui si svolgerà il concerto si ha la possibilità di denotare una delle principali caratteristiche della serata: la varietà del pubblico. Davvero difficile provare a fare lo statista e trovare una possibile età media. Tanti ragazzi, dai 15 ai 25 anni. Tante persone adulte, tanti uomini e tante donne. Nel perimetro in cui sbarbatelli e brizzolati vengono a contatto si intende che il primo obiettivo della serata è stato portato a termine, quello di unire la gente. Per unione si intende fondamentalmente la coesistenza tra gruppi diverse di persone. Diverse per etnia, provenienza, età, sesso e anche ore di macchine fatte per raggiungere il cosentino.  Universitari, crotonesi, siracusani, pugliesi, basiliani, perfino un paio di messicani nella platea. Il colpo d’occhio, anche dopo un così piccolo particolare, è davvero bello.

kings of convenienceDopo un invito da parte dell’organizzazione di non esagerare con i telefonini (impegno non del tutto rispettato dal pubblico), ecco i due bizzarri personaggi del Nord Europa. Pallidi, magrolini e vestiti con tinte monocolori che caratterizzano il loro inconfondibile stile. La simpatia dei Kings of Convenience, che entrano ed escono dal palco sorridendo e quasi imbarazzati del tanto calore manifestato dal pubblico, fa da tramite con il grande processo spirituale a cui sottopone il concerto. Un concerto che è un inno alla vita, coinvolgente e commuovente per la sensibilità e la minuziosità utilizzata suonando la chitarra. La precisione dei suoni, di ogni singola nota, la malinconia degli accordi minori, la friabilità con cui si svolge un assolo, il temperamento con cui si colpetta la cassa della chitarra improvvisandosi batteristi. La domanda sorge spontanea: esiste un altro caso, oltre a quello dei Kings of Convenience, in cui la musica acustica è così capace di coinvolgere come fosse musica pop? Il pubblico ricorda i testi a memoria, non riesce a non applaudire o tenere gli arti del corpo fermi.

kocErlend e Eirik amoreggiano con i fans, la sensazione di ogni spettatore è che ti stiano dedicando la serenata della vita sotto il balcone di casa tua. Ti guardano, in modo persuasivo e incoraggiante. Ma attenzione, i re della convenienza sono romantici e non sdolcinati. Scherzano tra di loro, interagiscono con il pubblico e fanno ridere, il “Tutto apposti?” di Erlend fa sbellicare la platea più di una sessione annuale di Striscia la Notizia sotto la conduzione di Ezio Greggio. “Winning a Battle, Losing the War”, “I Don’t Know What I Can Save You From”, “The Weight of my Words” e ancora “Mrs. Cold”, “I’d Rather Dance With You”, “Misread”. La maturità da musicista coincide con l’umanità da persona, dimostrata da Erlend Oye che, nonostante avesse perso la madre pochi giorni prima, ha deciso di continuare il tour.

La dedica alla madre, con l’unica canzone eseguita da solista e Eirik che si mette seduto sul palco osservano Erlend come facesse parte del pubblico, è la ciliegina sulla torta di una serata magica che si conclude sotto il palco, ballando all’impazzita con le mani in aria. Un’esperienza che dovrebbe fare parte della nostra quotidianità, una volta al mese o alla settimana, invece della domenica o del massaggio tailandese. L’iniezione di tranquillità e serenità che infonde sentire e vedere i Kings of Convenience è considerabile pura medicina applicata. Freud avrebbe annuito.  Non un concerto, una messa.

kingsScaletta:

Winning a Battle Losing the War

Toxic Girl

Singing Softly to Me/The Girl From Back

Then
I Don’t Know What I Can Save You From

Failure

The Weight of My Words

Love Is No Big Truth

Second to Numb

24-25

Know How

Mrs. Cold

Boat Behind

I’d Rather Dance With You

Bis:

Misread

Homesick

Little Kids

kings of convenience6

ultimo aggiornamento:
Carlo Facente

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