La grazia e l’eleganza di Lisa Hannigan sul palco del Fabrique di Milano

Enrica Tancioni
Vota questo articolo

lisa-hanniganRiempie lo spazio con naturalezza. La stessa naturalezza usata per suonare, per cantare e trasportare il pubblico del Fabrique di Milano in atmosfere retrò e romantiche. Anche grazie agli arrangiamenti e agli strumenti sul palco. Così il live di Lisa Hannigan, musa ispiratrice di Damien Rice, diventa un momento di introspezione, in un clima intimo e naturale. Ma dopo anni alle spalle del cantautore irlandese, Lisa Hannigan ha spiccato il volo. Si è infatti lanciata nella carriera solista caratterizzata da suoni armonici e freschi e una voce incantevole.

lisa-hannigan5E lei, la cantautrice irlandese, mette in scena uno spettacolo pulito e reale che a tratti schiaccia l’occhio alle filastrocche. Lisa Hannigan, armata di chitarra o ukulele, sembra una piccola cantastorie, una menestrella di canzoni d’amore capace di intrattenere il pubblico piena soltanto del proprio sentimento.  Non solo grazie alla sua voce, ma anche alla sua espressività, al modo in cui si muove, a come riempie gli intermezzi, con una naturalezza che viene sicuramente anche dalla grande esperienza maturata negli anni con Rice. Al Fabrique non c’è scenografia, e lei indossa un semplicissimo abito nero. Ha i capelli raccolti per meglio destreggiarsi tra i numerosi cambi di strumenti musicali. L’unica scenografia presente è quella musicale, in continuo chiaroscuro fatto di spazio per silenzi e giochi d’intarsio, insomma lo show della maturità artistica” per la Hannigan.

lisa-hannigan2Sembra essere nata per calcare il palcoscenico e suonare. E cantare e creare storie e atmosfere che sembrano essere state “rubate” dalle scene di Pierre – Auguste Renoir. Perché gli spazi musicali ben si addicono alle atmosfere del pittore francese, così naturali e così ricche di gioia di vivere. La stessa gioia cantata e musicata da Lisa Hannigan che in un’ora e mezzo di concerto ha tenuto incollati alla sedia gli ascoltatori. Ha riarrangiato i pezzi dei suoi tre album in studio in chiave jazzistica, senza tuttavia dimenticare la tradizione irlandese che emerge in ogni suono. Lisa Hannigan rivela una scrittrice capace, originale, intensa. Capace di passare da canzoni quasi eteree come Prayer for the dying  e Ora ad altre dalla struttura più classica, come Fall e Snow, a brani più irregolari come Lo e Undertow. Senza dimenticare la hit che l’ha fatta conoscere al pubblico italiano What I’ll Do e la canzone a cappella, Anorish, penutilmo pezzo in scaletta, che intona con la chitarrista e il contrabbassista.  Il contributo di Aron Dressner, dei National, è presente tanto nella pulizia dei suoni, quanto negli arrangiamenti. Per uno show minimale e naturale, adatto alle fredde giornate autunnali.

Scaletta:

Little Bird

Passenger

Ora

Pistachio

O Sleep

A Prayer For The Dying

Fall

Snow

Tender

Flowers

We The Drowned

Lille

Undertow

Knots

A Sail

What I’ll Do

Encore:

Anahorish

Lo

ultimo aggiornamento:
Enrica Tancioni
Enrica Tancioni

Enrica Tancioni nasce a Crotone il 6 Aprile del 1982, sin da piccola dimostra un interesse al limite del patologico per tutto quello che è colore. I pastelli a cera sono i suoi compagni di giochi preferiti, non se ne separa mai ed all’età di 6 anni.  

MENU