Marcia delle donne e degli uomini scalzi

Enrica Tancioni
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marcia donne uomini scalziAnche il circolo Arci “Il Barrio” aderisce all’evento promosso dall’Arci nazionale “Marcia delle donne e degli uomini scalzi”. Di seguito le parole dell’Arci Genova in merito alla manifestazione che si terrà venerdì 11 settembre a Venezia dove verrà lanciata la Marcia. “In centinaia cammineremo scalzi in contemporanea con l’iniziativa di Venezia. Per chiedere con forza i primi tre necessari cambiamenti delle politiche migratorie europee e globali: 1. certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature; 2. accoglienza degna e rispettosa per tutti; 3. chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti; 4. Creare un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino”.

L’appuntamento a Crotone è per venerdì 11 settembre alle 17 in piazza Gramsci (Bar Florida) . Questi i firmatari della città pitagorica: ARCI Crotone Comitato Territoriale, Coop. Agorà Kroton, CGIL Crotone, CISL Crotone, UIL Crotone, Coop. Kroton Community, Coop. Baobab, Ass. Meklaie onlus, Legambiente Crotone, Arci Solidarietà Crotone, Ass. Gli Spalatori di Nuvole, Ass. Il Barrio, Consorzio Jobel, Intersos Crotone, Ass. Maslow, Ass. Terre Dove Andare, Libera Crotone, Coop. Giovanni Paolo II, Prociv Arci Isola Capo Rizzuto.

Primi firmatari sono: Lucia Annunziata, Don Vinicio Albanesi, Gianfranco Bettin, Marco Bellocchio, Don Albino Bizzotto, Elio Germano, Gad Lerner, Giulio Marcon, Valerio Mastandrea, Grazia Naletto, Giusi Nicolini, Marco Paolini, Costanza Quatriglio, Norma Rangeri, Roberto Saviano, Andrea Segre, Toni Servillo, Sergio Staino, Jasmine Trinca, Daniele Vicari, Don Armando Zappolini, Mauro Bianidi Paolo Beni.

L’Arci prosegue: “E’ arrivato il momento di decidere da che parte stare. E’ vero che non ci sono soluzioni semplici e che ogni cosa in questo mondo è sempre più complessa. Ma per affrontare i cambiamenti epocali della storia è necessario avere una posizione, sapere quali sono le priorità per poter prendere delle scelte.

Noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi. Di chi ha bisogno di mettere il proprio corpo in pericolo per poter sperare di vivere o di sopravvivere. E’ difficile poterlo capire se non hai mai dovuto viverlo. Ma la migrazione assoluta richiede esattamente questo: spogliarsi completamente della propria identità per poter sperare di trovarne un’altra. Abbandonare tutto, mettere il proprio corpo e quello dei tuoi figli dentro ad una barca, ad un tir, ad un tunnel e sperare che arrivi integro al di là, in un ignoto che ti respinge, ma di cui tu hai bisogno.

Sono questi gli uomini scalzi del 21°secolo e noi stiamo con loro. Le loro ragioni possono essere coperte da decine di infamie, paure, minacce, ma è incivile e disumano non ascoltarle.

La Marcia degli Uomini Scalzi parte da queste ragioni e inizia un lungo cammino di civiltà. E’ l’inizio di un percorso di cambiamento che chiede a tutti gli uomini e le donne del mondo globale di capire che non è in alcun modo accettabile fermare e respingere chi è vittima di ingiustizie militari, religiose o economiche che siano.

Non è pensabile fermare chi scappa dalle ingiustizie, al contrario aiutarli significa lottare contro quelle ingiustizie. Dare asilo a chi scappa dalle guerre, significa ripudiare la guerra e costruire la pace. Dare rifugio a chi scappa dalle discriminazioni religiose, etniche o di genere, significa lottare per i diritti e le libertà di tutte e tutti. Dare accoglienza a chi fugge dalla povertà, significa non accettare le sempre crescenti disuguaglianze economiche e promuovere una maggiore redistribuzione di ricchezze”.

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Enrica Tancioni
Enrica Tancioni

Enrica Tancioni nasce a Crotone il 6 Aprile del 1982, sin da piccola dimostra un interesse al limite del patologico per tutto quello che è colore. I pastelli a cera sono i suoi compagni di giochi preferiti, non se ne separa mai ed all’età di 6 anni.  

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