Ben Harper and The Innocent Criminals e il ritorno a casa del cantautore di Clermont

Enrica Tancioni
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ben-harper-assago-2Può una separazione lunga sette anni portare a uno show “familiare” e ricco di sentimento? Se a salire sul palco sono Ben Harper e the Innocente Criminals la risposta è sì. Perché dopo sette anni di “divorzio” musicale lo spettacolo andato in scena al Forum di Assago venerdì 7 ottobre è una festa. L’unione ritrovata della band è il lei motiv dell’intera serata. Loro, grandi musicisti, sembrano non essersi mai separati. Lo dimostra l’empatia tra i componenti del gruppo,  l’atmosfera sul palco che si riversa nella sala. E lui, il re di “Diamonds on the inside” dimostra di aver ritrovato la strada e di essersi ritrovato.

Così il periodo buio seguito dalla divisione sembra essere passato, per lasciare spazio a un frontman maturo che, lasciate a casa le atmosfere scanzonate con le quali ha guadagnato una fetta di mercato, sembra aver ritrovato la rotta, verso una musica capace di miscelare il reggea, il funky, il blues e il rock. In un’esplosione di sonorità, mai banali.

ben-harper-assago5I quattro elementi sono i protagonisti assoluti, hanno creato un set musicale potente, che riesce a intrattenere, come le performance canore di Harper. Oliver Charles alla batteria, Jason Yates alle tastiere, Michael Ward, alla chitarra,  Leon Mobley alle percussioni, Juan Nelson al basso incantano per i suoni e le atmosfere create. E se Mobley riesce a far volare i polpastrelli sui tamburi, Nelson regala sei minuti di assolo, in un accordo di ritmi ipnotizzanti.

Elementi che incorniciano l’apertura dello show con “Oppression”, in cui un Ben Harper un po’ intimidito dalla numerosa presenza di ascoltatori, inizia a riscaldare il Forum. Grazie anche alla complicità con il bassista che ride e incita. Che partecipa alla “creazione” della musica e della sua esecuzione. E non solo. Perché Nelson mostra una notevole timbrica black nel canto, in “Them changes” e in “Welcome to the Cure World”, in cui duetta con le note del basso.

E lui, Ben Harper, sembra un po’ assente. In realtà prepara il terreno per “elogiare” la band. Perché sente di essere tornato a casa. Con la famiglia con cui ha vissuto per tanti anni e che intende celebrare, affermando che gli “Innocent criminals sono i migliori musicisti con cui un artista può sperare di lavorare”. Li ascolta quasi in adorazione, aspettando di prendere il microfono per cantare. Ma non sceglie pezzi da classifica, in due ore di concerto snocciola i pezzi con il quale è cresciuto e che hanno segnato la sua carriera.

ben-harper-assago6La setlist si arricchisce di “Diamonds on the Inside” che fa cantare e ballare il pubblico, così come “Pink Balloon”, brano che, scelto come colonna sonora di uno spot televisivo, apre il capitolo dell’ultimo album “Call it What it is” che cerca di proporre, arrangiando sonorità diverse da quelle in studio. Così sul palco di Assago suona Shine, Finding our Way, e How Dark is Gone, in cui racconta la storia di un amico morto in prigione, senza tuttavia tralasciare i cavalli di battaglia come, Roses for my Friends,  With my own hands, Faded che si allunga in un viaggio musicale capace di condurre gli ascoltatori nelle sonorità di “The Ocean” dei Led Zeppelin. Il gruppo riesce a fondere magistralmente le atmosfere dei due pezzi in una jam di 10 minuti. In un mondo musicale ricco di sentimento e timidezza.

Come quella del front man, che è solito nascondersi dietro le falde dei cappelli. Nonostante la presenza sul palco e il grande carisma, il cantante si nasconde dietro il microfono, dietro il cappello, senza tuttavia dimenticarsi di divertirsi, suonando la chitarra in slide e in tapping, da seduto. Ma urla, sussurra, regala assoli di chitarra e manifesta l’orgoglio e la gioia di suonare davanti al pubblico giunto da ogni parte d’Italia.  E poi si concede. Senza microfono e senza filtro. Sale sulle casse e si avvicina al pubblico, per intonare a cappella “Where Could i Go”, estratto dal disco con i Blinds Boys of Alabama Where the light is.

ben-harper-assago-9Si toglie la protezione e si offre al pubblico. Regalando una versione a cappella capace di far venire la pelle d’oca.  Un concerto puro, sentito e ricco di emozioni che non si risparmiano con l’ultimo pezzo: la famosa With my own hands, grazie alla quale il pubblico inizia a ballare. E lui non si risparmia. Rimane sul palco a firmare autografi e “coccolare” i fan. alla fine di un concerto caldo e immenso. Come l’affetto e il feeling musicale tra Ben e gli Innocent Criminals. 

 

La scaletta

Oppression

Diamonds on the Inside

In the Colors

Don’t Take That Attitude to Your Grave

Finding Our Way

Shine

Morning Yearning

Roses From My Friends

Fight for Your Mind / Them Changes

Call It What It Is

Excuse Me Mr.

Faded

How Dark Is Gone

Burn One Down

Where Could I Go

Steal My Kisses

With My Own Two Hands

 

 

ultimo aggiornamento:
Enrica Tancioni
Enrica Tancioni

Enrica Tancioni nasce a Crotone il 6 Aprile del 1982, sin da piccola dimostra un interesse al limite del patologico per tutto quello che è colore. I pastelli a cera sono i suoi compagni di giochi preferiti, non se ne separa mai ed all’età di 6 anni.  

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