Sul palco del Forum di Assago i 20 anni di musica dei Placebo

Enrica Tancioni
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placebo13I suoni post grunge, il trucco di Robert Smith, l’atteggiamento punk di Sid Vicious e il glam rock di David Bowie. In una miscela esplosiva capace di smuovere il pubblico del Forum di Assago. Così i Placebo, in occasione del tour per il ventennale dell’uscita del loro primo album (era il 1996), hanno festeggiato con due ore e un quarto di concerto.

Sul palco è andata in scena la musica di 20 anni, la musica creata dal trio che nel corso del tempo ha perso pezzi, ma non la propria identità, fatta di una miscela di suoni e sonorità già sentiti, ma rivisitati e resi quindi originali. Un concerto che non ha deluso le aspettative, nonostante il timore dei fan di trovarsi di fronte a una seconda  Aarhus. Sì, perché in occasione della prima tappa del tour “Twenty years” in Danimarca, lo show è stato interrotto dopo appena due canzoni per un problema mai chiarito, tanto dalla band quanto dal management. Ma le tappe successive, molte delle quali hanno registrato il sold out, hanno dimostrato la necessità dei Placebo di calcare i palchi europei. Il bisogno di sfogarsi, raccontando e raccontandosi con le canzoni che hanno visto la presenza di numerose guest. David Bowie in primis, cui Molko dedica un pensiero in video con le immagini della collaborazione musicale per Without you  I’m Nothing. Alla fine del pezzo il frontman dei Placebo ringrazia il duca bianco, così come a inizio concerto ricorda Leonard Cohen, scomparso la scorsa settimana.

placebo10Uno show ricco di emozioni, in particolar modo per Molko che canta, sussurra, si commuove e parla a ruota libera. Chiacchiera della super Luna e degli effetti climatici che hanno provocato ingenti danni ambientali, lo fa per annunciare Jesus Son, l’unico inedito dell’album A Place for Us to Dream. Parla dell’uso smodato degli smartphone per introdurre Too Many Friends. Parla al pubblico e sgrida tutti i fani accorsi al Forum che preferiscono “guardare il concerto da uno schermo di un telefono o di un tablet, invece di godere a pieno del momento”. Ma non dimentica di festeggiare. I suoi 20 anni come band, i suoi 20 anni da musicista e chiede al palazzetto di ballare e di festeggiare. Così dal parterre gremito di persone, si alza una voce che unanime che intona “buon compleanno”.

placebo12Nello show di ieri sera, Molko è diverso. Più maturo, ma capace di combattere i propri demoni con la rabbia degli esordi. Propone quindi una versione più rock di I Know, e un ritmo meno assillante di Twenty Years. Impressiona il pubblico, salta da una parte all’altra del palco, gioca con i musicisti, il tutto proiettato sugli schermi che a tratti rimandano alle visioni pop di Warhol, al bianco e nero dei video dello Studio 54. La maturità può essere misurata anche dalla decisione di proporre sul palco pezzi che i fan non ascoltavano dal vivo da almeno 10 anni. Come la famosa Pure Morning, usata per iniziare lo show dopo il video commemorativo sulle note di Every you, Every me. Molko non nasconde di non amare i brani più commerciali della band, tuttavia in occasione dei 20 anni di Placebo, decide di portare sul palco canzoni popolari. È il caso di Pure Morning appunto, ma anche di Nancy Boy, Teenage Angst. Una scelta dura, quella di mettere su la scaletta di questo tour. Per la prima volta in 20 anni regalano al pubblico le canzoni che tutti vogliono sentire dal vivo. Anche se questo significa aprire la porta al dolore espresso in musica e alla malinconia, sempre presente nei testi dei Placebo. Eppure è successo.

placebo21E in 20 anni di carriera ne è passata di acqua sotto il ponte. Il trio del 1996 si è perso per strada, sul palco ci sono Brian Molko e Stefan Olsdal, contitolari del marchio Placebo, dopo la defezione del batterista Steve Hewitt prima e del suo sostituto Steve Forrest poi, arrivati al ventesimo show del tour per il ventennale. Con loro anche i fedeli turnisti Bill Lloyd, Nick Gavrilovic, Fiona Brice e Matthew Lunn.

Ecco che ieri sera, per il compleanno del compleanno della band inglese, Brian Molko e company hanno ripercorso la propria carriera. In 25 pezzi. Cantano le droghe che non si devono assumere in “Special K”, cantano le lacerazioni degli adii e degli amori svaniti, cantano la libertà di essere. Suonano l’accettazione delle diversità qualunque esse siano, con la chitarra del colore arcobaleno. E lo fa Stefan Olsdal che ricorda al pubblico di “essere quello che volete essere”.

placebo17E alla fine, dopo il doppio finale con Song to Say Goodbye e The Bitter End seguite da Teenage Angst, Nancy Boy e Infra-Red, mentre sugli schermi compare l’immagine di un pacchetto di sigarette con la faccia di Donald Trump e la scritta “Nuoce gravemente a te e a chi ti sta intorno” il leader dei Placebo canta una cover di Kate Bush Running up that hill, ancora prima che il buio cali sul palco, Molko fa una promessa: “Se non ci sarà l’apocalisse ambientale, noi torneremo”.

Setlist

Pure morning

Loud like love

Jesus’ son

Soulmates

Special needs

Lazarus

Too many friends

Twenty years

I know

Devil in the details

Space monkey

Exit wounds

Protect me from what I want

Without you I’m nothing

36 degrees

Lady of the flowers

For what It’s worth

Slave to the wage

Special K

Song to say goodbye

The bitter end

 

Encore:

Teenage angst

Nancy boy

Infra-red

Encore 2:

Running up that hill

 

ultimo aggiornamento:
Enrica Tancioni
Enrica Tancioni

Enrica Tancioni nasce a Crotone il 6 Aprile del 1982, sin da piccola dimostra un interesse al limite del patologico per tutto quello che è colore. I pastelli a cera sono i suoi compagni di giochi preferiti, non se ne separa mai ed all’età di 6 anni.  

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