Atmosfere dark e new wave, gli Editors al Magnolia

Enrica Tancioni
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editors magnolia 2C’era una volta uno spazio immerso nel verde che per UnAltroFestival si è tinto di atmosfere dark e scenografie minimal. E poi c’era la musica, quella con la M maiuscola portata in scena dai Ministri e dagli Editors. Così la seconda giornata del festival del Magnolia ha raccolto consensi e grande partecipazione. Il merito è certo della location, intima come un salotto, ma anche degli artisti saliti sul palco: Birthh, Flo Morrisey, Fil Bo Riva, Ministri ed Editors.

Alle 19.30 apre le danze l’italianissima Birthh, per poi lasciare il posto al cantante folk inglese Morrissey. Armato di chitarra e di una voce flebile e sinuosa intrattiene il pubblico, ormai in trepidazione per l’esibizione delle band centrali. Mentre dopo circa 30 minuti dal palco piccolo emerge Fil Bo Riva, italiano trapiantato a Berlino. Il pubblico non deve aspettare ancora molto per ascoltare le note della band milanese, perché alle 21.10, come previsto da programma, il gruppo capitanato da Davide Autelitano sale sul palco. Riscalda il pubblico che si muove sulle note di Cronometrare la polvere, Tempi bui e Abituarsi alla fine, mentre le chitarre iniziano a surriscaldarsi. Sì, perché nei 50 minuti di show Autelitano, Federico Dragogna, Michele Esposito e Marco Ulcigrai danno tutto. Sangue, polvere e passione.

A un certo punto ecco le luci bianche. Fredde, come la scenografia scelta dal gruppo inglese: enormi editors magnolia8ventole che iniziano a girare nel momento in cui la band, capitanata dai Tom Smith, sale sul palco. Sono tutti in nero, fatta eccezione per il frontman che preferisce il bianco. Così mentre l’atmosfera inizia a riscaldarsi sulle note No Harm, la band inizia ad “accendere” gli strumenti, da sempre abituati a proporre sonorità new wave che tuttavia lasciano a casa un po’ di musica sintetica per lasciare posto alla musica. Quella suonata e cantata che riesce a far muovere il pubblico. Ma durante il concerto al Magnolia di Segrate il suono è troppo “sporco”, colpa forse dell’acustica che ha “nascosto” la voce del cantante a favore del basso.

Già dal secondo brano in scaletta, Sugar, si intuisce quale sarà il mood della serata: buona musica e padronanza sul palco ed empatia nei confronti del pubblico. Perché tanto i chitarristi, quanto il cantante rivolgono grande attenzione agli ascoltatori, ringraziandoli per la presenza e il coinvolgimento. Lo stesso coinvolgimento che si registra quando la band inizia a suonare le prime note di Smokers outside the hospital doors. Brano che risente dei suoni degli Arcade Fire e della loro Funeral, dal momento che Smith e compagni mostrano attenzione verso la costruzione quasi drammaturgica del pezzo. Perché risente dei suoni tipici dell’opera e dell’imbastimento delle chitarre che preparano con “cori” estatici il ritornello.

editors magnolia5Per il festival di Segrate gli Editors decidono di dare spazio a tutti i 5 album in studio. Dal capolavoro del 2007 An End Has A Start decidono di suonare Smokers outside the hospital doors e Racing Rats, piccolo frutto dark con il cuore melodico. Poi è la volta di Munich e All Sparks, direttamente dal disco d’esordio The Back Room. Ma dato che il tour nasce per il quinti lavoro in studio, In Dream, la band inglese decide di portare in scena  Forgiveness, All The Kings, Life is a Fear, un classico dell’album e delle esibizioni dal vivo , perché ipnotica e trascinante. Nella setlist non possono tuttavia mancare  Ocean Of Night e Marching Orders usata per concludere l’ora e mezza di musica. Manifesto dei nuovi Editors che propongono una cavalcata epica di 7 minuti. Ma il pezzo che ha emozionato di più è stata Papillon, immersione musicale nell’elettronica che schiaccia l’occhio alle sonorità dei Depeche Mode da una parte e dei Colplay dall’altra. Come accade in  Formaldehyde e in Ton of love, dove tuttavia le sonorità risentono dei suoni dei primi U2.

Ma questo, proprio non conta. Perché venerdì 2 settembre gli Editors hanno dimostrato di essere una delle band più intime e coinvolgenti allo stesso tempo.

Setlist Ministri:

Cronometrare la polvere

Comunque

Idioti

Spingere

Non mi conviene puntare in alto

Tempi bui

Una palude

Diritto al tetto

Abituarsi alla fine

 

Setlist Editors:

No harm

Sugar

Smokers outside the hospital doors

Life is a fear

The racing rats

Forgiveness

Eat raw meat = blood drool

Formaldehyde

Munich

All sparks

All the kings

Open your arms

The pulse

Ocean of night

A ton of love

Bis

Papillon

Marching orders

 

ultimo aggiornamento:
Enrica Tancioni
Enrica Tancioni

Enrica Tancioni nasce a Crotone il 6 Aprile del 1982, sin da piccola dimostra un interesse al limite del patologico per tutto quello che è colore. I pastelli a cera sono i suoi compagni di giochi preferiti, non se ne separa mai ed all’età di 6 anni.  

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