Il rock psichedelico e noise dei Verdena a Parco Tittoni

Enrica Tancioni
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verdena8Non parlano, come al solito ma non importa. Perché  a parlare è la musica e i Verdena. Così il live, l’ultima data incentrata su Endkadenz a parco Tittoni a Desio, è un turbinio di chitarre e batteria. Nessuna parola appunto, ma un live diritto e diretto. Un pugno allo stomaco, non solo per la forza dei 4 ragazzi di Bergamo, ma anche per i suoni, a tratti troppo distorti che finiscono per infastidire l’ascolto.

Ma loro, i ragazzi che hanno sfornato 7 album dal 1999, sembra che stiano facendo le prove. Roberta Sammarelli saltella come un’ossessa, Luca Ferrari picchia duro sulla batteria e quando perde la sigaretta si perde dietro ai piatti, e lui Alberto Ferrari, da tutto se stesso. Anche se l’effetto riverbero finisce per coprire la sua voce in più di un’occasione. Sono in perfetta simbiosi sul palco di villa Tittoni, cantano, suonano si divertono. E dimenticano di avere davanti il pubblico urlante che intona le canzoni degli ultimi due album.

Ma gli amanti della band lo sanno, sanno che il gruppo vive sul filo del successo e del disastro, come quando perdono il tempo e sbagliano le note. Ma questo gli ascoltatori sembrano non notarlo, anzi incoraggiano le band battendo le mani.

verdena12I Verdena live si consumano e consumano il pubblico. Assistere al loro concerto è come partecipare a un rito tribale, grazie al noise e alla ritmica imperfetta dati dalle percussioni, dalla batteria e dal basso.  La voce distorta accompagna l’anima, in dimensioni quasi ultraterrene. Le stesse dimensioni in cui i fan più accaniti sembrano essere piombati. Loro, con gli occhi chiusi, muovono rabbiosamente i piedi e le gambe e alzano al cielo le braccia, quasi vogliano agguantare lo spirito della musica.

Così in un’ora e 40 minuti di concerto, tutto suonato senza sosta con poche parole di ringraziamento rivolte al pubblico e alla crew che li accompagnati in giro per l’Italia per le sei date del tour di  Endkadenz, la band suona i pezzi dei due volumi. Già dalle prime note emerge una certezza: non ci sarà alcuno spazio per il passato. A parco Tittoni i Verdena, infatti, non intonano i pezzi storici, ma portano in scena i pezzi degli ultimi due album.

Partono con Ho una fissa, ma Derek è un delirio. Musicale.  Passano quindi a Troppe scuse e Sci desertico una dietro l’altra sembrano quasi l’una il prosieguo dell’altra, Colle immane non suona benissimo dal vivo e Diluvio è il miglior pezzo del live con Nevischio. Le canzoni di Endkadenz sembrano suite per persone affette da sindrome da deficit d’attenzione. Perché il live è una montagna russa, con cambi velocissimi di suoni e atmosfere, anche grazie al fumo e alle luce. È unaspecie di teatro psichedelico che fa tenere il fiato sospeso.

Scaletta:

Ho una fissa

Derek

Troppe scuse

Sci desertico

Alieni fra di noi

Dymo

Contro la ragione

Fuoco amico I

Fuoco amico II (Pela i miei tratti)

Colle immane

Inno del perdersi

Un blu sincero

Rilievo

Nevischio

Encore:

Diluvio

Puzzle

Cannibale

Un po’ esageri

Funeralus

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Enrica Tancioni
Enrica Tancioni

Enrica Tancioni nasce a Crotone il 6 Aprile del 1982, sin da piccola dimostra un interesse al limite del patologico per tutto quello che è colore. I pastelli a cera sono i suoi compagni di giochi preferiti, non se ne separa mai ed all’età di 6 anni.  

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