Wonder Vincent – One day in Luzern..

Melania
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Viaggiare di notte ti da l’impressione che l’unica strada rimasta al mondo sia quella che stai percorrendo. Anche la fauna notturna degli autogrill e delle stazioni di servizio sembra ferma li da secoli nell’attesa di un’alba qualsiasi. L’autostrada ti riporta alla realtà e purtroppo la notte non cela le tristi industrie ai lati del percorso. Stiamo andando a Lucerna per la nostra prima data all’estero e la luce del mattino ci strizza il naso proprio al confine svizzero. Parliamo con uno spocchioso finanziere italiano che ci fa compilare un’accurata lista degli strumenti che trasportiamo allo sportello doganale. Andiamo al bar, compriamo il bollino per le autostrade svizzere e ripartiamo per Lucerna accompagnati dalla musica dei Progetto Panico, Sluggish Tramps e A Step to Delirium. Se prima eravamo avvolti dalla notte e da grigie industrie, ora intorno a noi si estendono verdi vallate, montagne maschie, fiumiciattoli e tipiche casette svizzere. Prima di arrivare a destinazione ci sorbettiamo il S. Gottardo, una galleria di 21 km con limite di velocità abbastanza basso. In Svizzera non hanno gli autovelox ma i radar! Arriviamo a Lucerna intorno alle 9.30 del mattino e ci dirigiamo subito al Bruch Brothers. Philip, il gestore del locale, chiaramente non è ancora arrivato. Dopo un velocissimo giro per la città, qualche foto idiota con dei cinesi, entriamo nel locale accompagnati da Philip che ci fa fare colazione con svariate birre. Sono le 11.30 del mattino; montiamo il palco, beviamo birre come rettili denutriti e ci prepariamo a fare il soundcheck. Il locale è il tipico pub ma con un bel palco “scavato” nel legno. Ottimo assortimento di alcolici, zone relax per fumatori, biliardino e cesso pulito tempestato dalle firme di tutte le band che hanno avuto il piacere di suonare li. Philip è una bella persona, si prende cura di noi per qualsiasi cosa e ci mette di buon umore nonostante la stanchezza. Pensava che venissimo da Milano e quando gli abbiamo comunicato “il chilometraggio” era tra lo stupito e l’esaltato. Facciamo il soundcheck con davanti agli occhi uno schermo che contava i decibel e non dovevamo superare una certa soglia. Dopo svariati tentativi, Philip prende un lenzuolo e copre lo schermo. Finito il soundcheck ce ne andiamo a casa di Philip dove sistemiamo la nostra roba nella sala dove dormiremo la notte. La casa era meravigliosa. Posta su un’altura davanti al lago, accogliente e spaziosa. Stremati dal viaggio ci scaraventiamo sui letti e dormiamo qualche ora. Al risveglio ci diamo una sistemata alla meno peggio e ci dirigiamo verso il locale. Sono circa le 19.30 e Philip ci aspetta al locale con 5 pizze. Sorpresona clamorosa: si presenta Lukas Klopfenstein, batterista degli Spasmodicamente direttamente da Zurich. Eroe. Mangiamo e iniziamo a bere qualche birra e qualche drink intervallati da partite a biliardino. Philip ci dice di iniziare e noi montiamo su. Iniziamo con “Our houses where rainbow and friends hitched rides over Bollywood” e via via con i pezzi del nostro primo disco concludendo con “semen waterfall”. Un’ora e passa di concerto, buona reazione del pubblico stranamente educato. Infatti aspettano qualche secondo dopo la fine di ogni brano per appaludire e fare casino. All’inizio pensavamo: “cazzo, stiamo suonando di merda?”. Scesi dal palco ci siamo abbeverati ben bene, parlato con la gente davanti al nostro banchetto e fuori dal locale. Al nostro bassista hanno detto: “you looks like Freddy Mercury”. Dopo altre bevute e deliri vari Philip ci accompagna a casa dove, prima di andare a letto, ci rilassiamo in giardino sparando stronzate per qualche ora. Al risveglio il padre di Philip ci prepara una sostanziosa colazione a base di formaggi, affettati, caffè e succo d’arancia. Montiamo sul furgone e via verso l’Italia. In questa prima data all’estero ci siamo sentiti davvero importanti. Nel senso che persone come Philip hanno reso importante ciò che facciamo durante l’anno tra prove e scrittura. Ed è ciò che molti nostri connazionali gestori di locali non fanno considerandoti come soprammobile dinamico su un soprammobile statico che è il palco. Siamo tornati con la voglia e l’obbiettivo di farne altre 100, 1000 di date così.

Wonder Vincent

FOTO E VIDEO BY ULIANA PIRO

A lato il link della pagina faceboog dei Wonder Vincent: http://www.facebook.com/wondervincent

 

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Melania
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