Clima, 15mila in marcia a Roma

Enrica Tancioni
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marcia13Si è mossa tra palloncini, striscioni e tamburi la Marcia per il clima organizzata a Roma da associazioni, società civile e cittadini. Tutti uniti da una richiesta. Un imperativo categorico, ovvero un accordo vincolante che consenta di limitare il riscaldamento globale legato alle attività umane ben al di sotto di 2 gradi Celsius e accelerare la transizione verso la decarbonizzazione e lo sviluppo sostenibile. Una marcia che a Roma ha coinvolto 15mila persone e che nel resto del pianeta si è sviluppata in 2300 eventi in 150 paesi.

“La questione non può essere rimandata – ha sottolineato Filippo Sestito, presidente nazionale della commissione Ambiente, difesa del territorio, beni comuni, stili di vita   – gli effetti dei cambiamenti climatici stanno portando alla distruzione”. Sì, perché “se si superassero i 2°C di aumento della temperatura il livello del mare aumenterebbe di 5 metri entro il 2065, con un aumento di 4°C sarebbero a rischio i paesi del Mediterraneo, Nord Africa, Medio Oriente e America Latina”. E non solo, perché “l’accaparramento delle risorse naturali, il consumo di suolo, la carenza di risorse idriche, la cementificazione dei territori, le pratiche di “land grabbing”, le conseguenze sulla parte più indifesa delle popolazioni potrebbero essere enormi, tanto da provocare una vera e propria crisi umanitaria. Centinaia di milioni di profughi in prospettiva”.marcia10Da qui le richieste avanzate in una battaglia difficile da portare avanti. Il rischio è infatti quello di un rinvio, di un altro accordo non vincolante, come quello preso a Copenaghen nel 2009 in cui è stato raggiunto il generico obiettivo di contenere entro i 2 gradi centigradi l’aumento della temperatura media planetaria e l’impegno finanziario verso i paesi poveri (30 miliardi di dollari per il triennio 2010-2012 e 100 miliardi all’anno dal 2020 in poi). Sempre a Copenaghen sono spariti completamente gli obiettivi di riduzione delle emissioni-serra. Se a Parigi l’accordo vincolante non dovesse essere raggiunto per Sestito si dovrebbe aprire “la mobilitazione globale per riconquistare lo spazio della negoziabilità”. Ma ieri a Roma sono state date le basi di un movimento dedicato sì all’ambiente, ma caratterizzato dalla necessità di un movimento che possa abbracciare le tematiche attuali: “Intendiamo ricostruire un movimento ambientalista, anti razzista capace di occuparsi di reddito, sociale e lavoro. Intendiamo creare un movimento capace di coniugare le battaglie globali sul clima e la giustizia ambientale e le azioni a difesa del territorio e la giustizia sociale.”.

marcia3La marcia,  organizzata da Avaaz,  è partita da piazza Campo de’ Fiori e si è snodata tra le vie della capitale fino a via dei Fori Imperiali. In un lungo serpentone ricco di messaggi e richieste. Tra le associazioni Arci, Legambiente, i Verdi, il Wwf, la Lipu, Rsu Almaviva, Oxfam italia, Aifo e decine di altre sigle, ad aprire il corteo un grande striscione con la scritta “Cop 21, un vero accordo per cambiare”. Una marcia che ha posto l’accento sulla necessità di un “nuovo modello economico basato sulle energie rinnovabili, sulla pace e i diritti civili”. Perché scindere le tematiche in questione è per Sestito “un errore. Il periodo e il contesto che stiamo vivendo impone l’unione delle tematiche. Perché il modello economico occidentale ha generato distruzione”. La marcia è servita quindi per ribadire “la necessità di un modello alternativo al neoliberismo, basato sulla difesa dei beni comuni, contro il terrorismo, contro le guerre, contro il razzismo e per la libera circolazione dei migranti, contro le politiche securitarie e il drastico restringimento delle libertà collettive e individuali”.

Da Crotone è partita una delegazione formata da giovani e migranti, insieme per rivendicare un cambio di rotta. E la manifestazione di ieri è stata positiva, “non solo per il numero di persone che hanno marciato per la capitale in un contesto così particolare come quello che stiamo vivendo, ma anche per la risonanza mediatica ottenuta”. A dimostrazione che la salute del pianeta e i temi portati avanti “colpiscono la vita di ogni individuo”.

Concetti che sarebbero dovuti emergere ad Expo, ma che invece sono passati in sordina in favore di un sistema economico che “ha provocato distruzione”.

Credit foto: Luca Ritacco e Arci nazionale.

 

 

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Enrica Tancioni
Enrica Tancioni

Enrica Tancioni nasce a Crotone il 6 Aprile del 1982, sin da piccola dimostra un interesse al limite del patologico per tutto quello che è colore. I pastelli a cera sono i suoi compagni di giochi preferiti, non se ne separa mai ed all’età di 6 anni.  

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