Forenza: “La costruzione della sinistra è un lavoro socialmente utile”

Enrica Tancioni
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eleonora forenza“La costruzione della sinistra deve essere un lavoro socialmente utile”. Con queste parole Eleonora Forenza, parlamentare europea dell’altra Europa con Tsipras, ha cercato di porre le basi del processo di ricostruzione della sinistra, tanto europea, quanto italiana. È successo ieri sera al circolo Arci Maracaibo di Crotone in occasione di un dibattito radiofonico che ha coinvolto le forze sociali e politiche del territorio. Il tutto trasmesso dalla radio online www.radiobarrio.it. A coordinare e moderare il dibattito Filippo Sestito, presidente provinciale Arci Crotone che ha posto domande e chiesto alla stessa Forenza le forme migliori per risolvere le tante emergenze del territorio, della nazione e dell’Europa. Come la crisi greca.

“La scomposizione che il neoliberismo ha creato nella politica e nella società – ha proseguito Eleonora Forenza ai microfoni di Radio Barrio – ha creato uno scollamento della sinistra politica dal blocco sociale di riferimento”. Ecco perché per la parlamentare dell’Altra Europa il compito della sinistra è quello di “ricostruire il blocco sociale. È necessario riattivare una dinamica nel conflitto sociale, non dobbiamo pensare alla divisione tra politica e sociale”, perché “la ricomposizione della sinistra non può essere finalizzata alla presenza delle elezioni”, ma deve essere “la costruzione di una forza politica che sia in grado di cambiare rapporti di forza nella società e che sia capace di costruire pratiche conflittuali di solidarietà, così da costruire un’alternativa nella società”.

Forenza, Sestito e Lucente

Forenza, Sestito e Lucente

Quell’alternativa di cui ha parlato Maurizio Landini, segretario generale Fiom. Progetto che per la Forenza nasce da una “riflessione sull’insufficienza della forza e della forma sindacale per difendere i diritti di lavoratori”. Un ragionamento che per la parlamentare può e debba essere fatto “sul tema della forma dell’organizzazione politica nella crisi della rappresentanza. Dobbiamo puntare su forme di democrazia diretta senza lasciarle ai grillini di turno. Con la consapevolezza tuttavia che non si può creare “l’arcobaleno della coalizione sociale, dobbiamo trovare una forma politica che metta insieme forme di partecipazione diverse: partito, cultura, sociale e associazionismo”. Un processo quindi che deve passare dalla “politicizzazione di massa”, dalla “riflessione e sperimentazione della democrazia diretta, quelle forme che dobbiamo continuare a sperimentare”.

Crisi europea, dibattito interno su questione greca, e visione della questione meridionale. Questi i temi affrontati nel corso del dibattito da Eleonora Forenza su Radio Barrio. La parlamentare ha accennato al clima teso nel parlamento europeo, quel clima che si è respirato in occasione della chiusura dei lavori parlamentari, chiusura che la Forenza ha definito “incandescente”, per i temi affrontati come “il Ttip(Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti, ndr), e la questione Greca”. E si è concentrata proprio sul tema della ristrutturazione del debito greco la Forenza, affermando che “è necessario avviare  una conferenza europea sul debito. È il punto centrale nel quale si inserisce un dibattito interno a Syriza. La vicenda greca ha confermato una tesi che condivido da tempo: il socialismo europeo ha esaurito la sua funzione storica. Lo dico perché il ruolo dei socialisti europei nella vicenda greca è stata ininfluente”. Ruolo che “rispecchia la crisi della funzione storica. All’interno del parlamento i nostri socialisti e i rappresentanti  del Pd, si contraddistinguono per capacità retorica”, perché se da una parte si oppongono all’austerity, dall’altra “sono disponibili ad avallare ciò che deriva dall’attrazione tedesca della governance dell’unione europea”.

manifesto forenza maracaiboDa qui la necessità di ripensare alla politica europea, ripensamento nato quando la Germania si è assunta “la responsabilità storica di mettere a rischio non solo l’eurozona, ma anche il progetto europeo”. L’eurozona quindi “è uno spazio riformabile”, ma per riformarlo “occorre partire da elemento di rottura per ripensare al progetto europeo”. Così come occorre “provare a costruire una forza della sinistra, una forza politica europea che provi ad agire sul terreno dei rapporti di forza, sfida che dobbiamo giocare con determinazione”.

L’accento è stato posto sulle questioni meridionali, dall’ambiente all’acqua: a livello europeo per Eleonora Forenza è necessario “agire all’interno delle commissioni per aprire discussione sui temi delle bonifiche, e delle discariche. Purtroppo – ha proseguito la parlamentare – l’utilizzo del territorio meridionali come discarica dell’economia del nord Italia e del nord Europa è impressionante. Occorre agire con determinazione per mettere in rilievo tale elemento”. In un terreno, quello europeo, svuotato dalla sua funzione principe: quello cioè del principio di precauzione.

Sulla questione dell’acqua pubblica, messa in campo da Sestito, la Forenza ha parlato degli strumenti politici da poter utilizzare, come gli incontri a Bruxelles. Sono infatti “una delle modalità che si possono mettere in campo per creare canali di collaborazione. Bisogna creare un modo diverso di essere rappresentanti, occorre interpretare il ruolo di rappresentante come ruolo di connessione tra i gruppi”. Ma non solo, perché si potrebbe pensare di rimettere mano al dossier Calabria e portarlo in commissione ambiente, così da “proporre una visita sul territorio di una delegazione della commissione parlamentare per vedere cosa sta accadendo”. E infine per la Forenza è necessario battere la strada delle “interrogazioni per sollecitare la verifica di eventuali inadempienze”. Si è detta tuttavia disponibile a iniziare un percorso di collaborazione con il territorio crotonese, perché per la parlamentare dell’Altra Europa con Tsipras bisogna “ripartire dal Sud e con grande determinazione”.

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Enrica Tancioni
Enrica Tancioni

Enrica Tancioni nasce a Crotone il 6 Aprile del 1982, sin da piccola dimostra un interesse al limite del patologico per tutto quello che è colore. I pastelli a cera sono i suoi compagni di giochi preferiti, non se ne separa mai ed all’età di 6 anni.  

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