Lume: Intervista

Melania
Lume: Intervista 2 : 4.50/5

“Guerrieri della luce” nelle oscurità del rock, i Lume ai microfoni di Radio Barrio

Un trio, un album e un intento chiaro già dal nome: restituire un chiarore luminiscente a ciò che il buio ha inghiottito. Non siamo in un romanzo di George R.R. Martin, stiamo parlando di musica rock e del nuovo progetto di Franz Valente (Teatro degli Orrori), Andrea Abbrescia e Anna Carazzai (Love in Elevator).

La prima domanda che vorrei farti riguarda il nome.
Avete già detto in altre occasioni che va letto così come è scritto in Italiano, e che sta ad indicare proprio un lume, una luce nel buio. Come mai però avete scelto l’Inglese per i vostri testi?
Franz Valente – In realtà si tratta di una parola che si scrive allo stesso modo sia in Italiano che in Inglese, e ha lo stesso significato (con pronuncia diversa), e noi l’abbiamo scelto proprio per il fatto che significhi la stessa cosa in entrambe le lingue.

Noi avevamo pensato al più ad una scelta anglofila, in vista della pubblicazione dell’album negli States.
Franz Valente – E’ vero anche questo. In più all’epoca della scelta avevamo un management estero per cui sembrò una cosa molto naturale.

Questa spirito di internazionalità ti è sempre un po’ appartenuto. Anche con altri gruppi hai spesso varcato le nostre frontiere. Suppongo che ti piaccia suonare all’estero
Franz Valente – Lo trovo molto entusiasmante, elettrizzante direi.

I Lume sono formati da te, da Anna Carazzai (Love in elevator) e Andrea Abbrescia.
Il trio ha preso forma nel 2012 col tour dei Love in Elevator; però ti va di raccontarci come è nata l’idea Lume? Quale è stato il momento in cui avete detto “ecco, siamo un gruppo”?
Franz Valente – E’ successo per caso. Avevamo dei pezzi nuovi che viravano verso qualcosa di più solare e luminosa in confronto ai rispettivi repertori. A questo va aggiunto che abbiamo sempre avuto interesse in un concetto comune, che era quello di essere dei “guerrieri della luce”.
Ci affascinava l’idea di portare la luce a risplendere nei posti in cui si suona. Suonare della musica che facesse nascere qualcosa di positivo in chi ascolta.

Dici quindi che siete nati dalla stess idea di voler portare musica in giro, ancor prima che dal semplice incontro tra buoni amici. Allora mi viene da chiederti quale è stata la genesi dell’album prima del missaggio finale con Marco Fasolo. Dove è nato concretamente l’album, e che atmosfera si repirava in quei giorni?
Franz Valente – Noi abbiamo lavorato all’album un po’ in sala prove, un po’ a casa e un po’ in studio.  Si è trattato di un lavoro molto creativo, e molte idee son venute fuori proprio in corso d’opera.
E’ stato molto bello plasmarlo così e missarlo con Marco nei suoi sudi.

Sei sempre stato coinvolto in più progetti: il Tatro degli Orrori, i Love in Elevator, il tour del 2013 con Appino degli Zen Circus. Adesso arriva questo nuovo progetto tutto tuo che ti vede non solo nelle vesti di batterista ma anche come chitarrista, voce, autore, produttore… Cosa ha richiesto in più tutto questo?
Franz Valente – Beh questo progetto è stato un po’ diverso, e ho cercato di “scolpire” il tutto a mio piacimento.
E’ stato un insieme di nuove esperienze: suonare oltre alla batteria le chitarre, il basso ed occuparmi di altri aspetti mi ha fatto sperimentare
lati artistici di me che non conoscevo.

La critica ha definitol’album come “chiaroscurale”, un giudizio condivisibile. A mio parere è un album con un ottimo bilanciamento di brani che spingono alla luce (Bad Daughter, Lucky Number) ed altri che si rifugiano nell’ombra (Joke, Sparks Were Flying), che ben rendono l’idea di “portatori di luce” di cui parlavamo all’inizio della chiacchierata.
Tu a che parte senti di appartenere? Ti senti più luce o più ombra?
Franz Valente – Entrambe. Allo stesso modo sento di appartenere all’una e all’altra, nel bene e nel male.

Come una foto in bianco e nero in cui la luce taglia a metà il sogetto?
Franz Valente – Ecco hai reso bene l’idea. E’ proprio così.

Potremmo azzardare mille accostamenti del vostro lavoro ad altri di gruppi. Però i Lume sono i Lume, e ognuno di voi avrà il proprio bagaglio personale che differisce il minimo indispensabile da quello dell’altro.
Allora mi viene da chiederti, quali sono i gruppi che vi hanno influenzato e cosa ne è scaturito?
Franz Valente – Di base volevo che i brani avessero un ritmo incalzante dall’inizio alla fine. Mi piaceva l’idea di poterli sentire perfino in una discoteca, che fossero ballabili.
Per cui puoi immaginare che i riferimenti sono stati vari: abbiamo preso spunto da tantissima roba degli anni ’90, ad esempio. Quelli son stati anni di musica che è rimasta nel nostro cuore; siamo la “gioventù sonica”, che ama quella sorta di rock-noise.
Allo stesso tempo però siamo influenzati dalla New Wave, dai Devo, dagli Sparks, i Pixies. Insomma davvero tanta bella musica.
A ciò aggiungi che la voce femminile di Anna è completamente nuova e differente rispetto a tutti i miei altri progetti, e anche questo fattore ha giocato il suo importante ruolo.

La voce di Anna dona veramente un tocco originale ai vostri brani. Ha una voce particolare che ben si sposa alla “coltre musicale” che avete creato. Lo si sente in Lucky Number, che è il secondo singolo estratto dall’album e per il quale è da poco uscito un videoclip a firma eeviac. Quando lo hai visto a cosa hai pensato?
Franz Valente – La cosa strana è che mentre il pezzo nasceva, ho sempre immaginato qualcosa che si rifacese al mondo degli animali.  Immagini di delfini che “sorridono”.  Quando l’ho visto son rimasto sbalordito dal fatto che fosse proprio quello che mi aspettavo.

In questo momento siete in tour. Avete affrontato le prime date di “rodaggio”.  Quali sono le prime impressione a caldo?
Franz Valente – Stiamo ancora lavorando alle date del tour estivo ma questi primi live ci hanno dato solo buone impressioni. In verità non vedevamo l’ora di poter suonare dal vivo i nostri brani. E’ sempre un’emozione portare del materiale nuovo in giro e osservare la reazione della gente. E’ sempre una specie di debutto.

Avendoti già visto col Teatro degli Orrori possiamo dire che tu sia un vero e proprio “animale da palco”, per cui non vediamo l’ora di poterti vedere dal vivo in questa nuova avventura.
Franz Valente – (ride, ringrazia e ci saluta, ndA)

Sommario
Titolo
Lume: Intervista
Descrizione
Intervista ai Lume, nuovo progetto di Franz Valente, Andrea Abbrescia e Anna Carrazzai

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