Radio Mediterraneo della Pompilio Turtoro Band

Melania
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Foto di antonio Luzzaro

Foto di antonio Luzzaro

Raccontare il mondo. Attraverso le parole. E con otto pezzi capaci di “graffiare la coscienza col suono elettrico delle chitarre”. È questa la spinta che ha portato il cantautore crotonese Pompilio Turtoro a comporre le otto canzoni dell’album Radio Mediterraneo. Il disco della Pompilio Turtoro Band sarà presentato venerdì sera alle 21 al Kona Tiki Bar di Crotone.

Sabato mattina alle 11 Pompilio sarà ospite della trasmissione Osteria Pivano con Alfredo Lucente.

Qui il podcast della puntata.

Il disco, che contiene otto brani, parla di temi attuali: dall’odissea dei migranti alla politica, passando dalla speranza e dalla voglia di riscatto. E la title track contiene il messaggio più forte e denso, perché racconta la storia dei migranti che affrontano un lungo viaggio in cerca della salvezza. Spesso mettendo a rischio la propria vita. Ma il messaggio, come afferma Pompilio è “dedicato alla dignità umana e al suo rispetto incondizionato”. Sì, perché in Radio Mediterraneo la band accompagna l’ascoltatore nel Mare Nostrum attraverso l’operazione Triton (operazione di sicurezza delle frontiere dell’Unione europea condotta da Frontex, con l’obiettivo di tenere controllate le frontiere nel mar Mediterraneo, ndr) che “vieta di prestare soccorsi alle navi che si trovano a più di 30 miglia di distanza”.

Foto di Erika Ursini

Foto di Erika Ursini

L’album si apre con “Hanno scoperto Dio“, una sorta di manifesto ateo, in cui la bellezza non è rappresentata dalla fede e dalla religione, ma dalla “bellezza di chi “vede” dio tra i morti sul lavoro, o sotto i bombardamenti di Gaza”.  E se nell’avvocato del diavolo la band tratta il tema del malaffare all’interno della politica e della società, in Lei non sa chi siamo noi si parla di arroganza, quella sbandierata ai quattro venti per ottenere favori.  Il disco lascia spazio alla voglia di riscatto in Ogni giorno e alla speranza in Si fa l’Italia, pezzo cui la band è molto legata. “E’ una canzone che in due anni di attività ci ha fatto capire che è possibile costruire un progetto diverso e importante”. Mentre in  “Sorrisi a metà” emerge il dolore di chi attraversa un brutto periodo.

La band, oltre a Pompilio, è composta da Domenico Corigliano e Antonio Leto alle chitarre elettriche; Giuseppe Frazzetto al basso; Floriano Cardace alle tastiere. Giovanni Olivadese alla batteria.

Pompilio, cantautore  crotonese, è stato autore di numerosi brani dei Nomadi.  La prima volta nel 1998 con “Una storia da raccontare” che ha dato il titolo al cd e Buonanotte ai sognatori;  nel 2002 è la volta di Come un fiume, canzone dai ritmi e dal cuore latini, insieme a Carletti e Campani. Nel 2009 scrive  Lo specchio ti riflette, pezzo contenuto nell’album Allo specchio.

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